venerdì 24 maggio 2013

 DA PADRE IN FIGLIO.

Da sempre, dalle botteghe, agli Studi professionali, alle Aziende famigliari, all'Amministrazione Pubblica, il padre poteva lasciare il campo lavorativo al proprio figlio. Negli anni si seguiva il mestiere, si carpivano i segreti e le abilità, pronti un giorno, raggiunte le età, a continuare o riposarsi sereni e soddisfatti della inconsapevole e preziosa staffetta. A volte i figli maledicevano questo passaggio, sentendosi vincolati e costretti in un futuro indesiderato. Non volendo sacrificare la propria libertà di pensiero ed espressione, spesso, anche solo per pura protesta, finivano per svolgere attività temporanee o non apprezzate.
Qualcosa è cambiato. I padri non hanno più un lavoro, le Aziende chiudono, i professionisti perdono clienti, le Amministrazioni dichiarano esuberi e la staffetta non funziona più. 
Da padre in figlio ora c'è il NON IMPIEGO, sono in due all'Ufficio di Collocamento, dove li guardano con sguardi arresi e sconfitti, dove anche le Società prese in appalto per smaltire i senza-lavoro, sono lasciate a casa. Il padre chiede per se' e per il figlio dimostrando non sconfitta o rassegnazione, ma la coraggiosa risposta ad una Società diversa, progredita nei suoi aspetti peggiori.
Padri e figli potranno pensare e reagire insieme, sfruttando le reciproche capacità e magari riuscire in cose inaspettate...la Storia si ripete?

di Paola Zagarella
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